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Photo : crédits Josiane Maurel Silvy

La sorgente salata di Tartonne fu concessa agli abitanti dalla regina Giovanna nel 1402. La struttura visibile oggi risale probabilmente all'epoca moderna.

Descrizione

La struttura visibile oggi attorno alla sorgente esisteva già nel 1732, quando i consoli di Tartonne assegnarono un appalto di riparazione a prezzo fisso a Honoré Giraud, un muratore di Clumanc. Egli avrebbe dovuto demolire e ricostruire identicamente i muri nord e ovest, rialzare l'intera struttura per ridurne la pendenza, intonacarli e ricoprire l'edificio con lastre di pietra. Il Dizionario di Achard, pubblicato nel 1788, descrive la sorgente di sale come un pozzo contenente una grande vasca di legno e dotato di due serrature, le cui chiavi erano custodite una dai consoli di Tartonne e l'altra dai contribuenti della tassa reale sul sale. Il pozzo si riempiva in 24 ore e l'acqua veniva distribuita agli abitanti ogni 8 giorni d'estate e ogni 15 giorni d'inverno. L'abolizione del monopolio reale pose fine a questa pratica. La mappa catastale del 1837, denominata "Fontaine Salée" (Fontana Salata), raffigura un piccolo edificio pubblico situato nel letto del torrente Salaou e delimitato sul lato sud da una diga. La struttura, restaurata dopo essere stata dichiarata monumento storico nel 1993, è ora conservata solo come curiosità e reliquia del passato.
Il pozzo, rivestito di assi quadrate, è protetto da un piccolo edificio quadrato con volta a botte, senza tetto. Le pareti, costruite in muratura di pietrisco grezzo, sono prive di finestre, tranne sul lato sud, dove si trovano una porta con architrave monolitico e un'apertura per il tubo monoblocco che funge da tubo di troppo pieno. Molto vicino al letto del torrente Salaou, il pozzo è protetto dalle inondazioni da una diga di terra rivestita di pietrisco grezzo.

Fonte: Inventario generale dei beni culturali, Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra

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